venerdì 29 gennaio 2016

Elementare, ma non banale

Spesso l’ispirazione per un refashion, o un improvviso “devo avere quel vestito” nascono guardando la TV.
Patricia Field, la osannata stylist del telefilm “Sex and the City”, è famosissima proprio per la sua capacità di dettare / interpretare tendenze, ed anche nel Regno Unito i vestiti RTW che Kate di Windsor indossa vanno esauriti in pochi giorni, addirittura in poche ore.

Io non sono mai stata una grande appassionata di Carrie Bradshaw e amiche, né tantomeno ho mai eletto un programma televisivo o un film a guida di stile.
Questo, finché non ho visto “Elementary”. Per chi non lo sapesse (COPIO – INCOLLO da Wikipedia), “Elementary è una serie televisiva statunitense di genere giallo poliziesco. La serie è basata su una rilettura in chiave moderna del personaggio di Sherlock Holmes di sir Arthur Conan Doyle, riambientando a New York le indagini del celebre detective, interpretato da Jonny Lee Miller con Lucy Liu nei panni della versione femminile di Watson”.

Premesso che la sigla di Elementary è bellissima,
io ho guardato e riguardato il telefilm (santo subito chi ha inventato sky on-demand) ANCHE per gli outfit di Joan Watson, che ho usato come ispirazione per alcuni dei miei progetti di cucito.
Questa “follia” non ha colpito solo me, visto che esistono siti come “Worn on TV” che mostrano cosa indossano i personaggi di varie serie TV e, soprattutto, dove acquistarlo. Peggio ancora, ho scoperto che esiste un blog (questo) dedicato esclusivamente agli outfit del personaggio di Joan Watson.

Lucy Liu (l’attrice che interpreta Watson) non ha esattamente la mia corporatura e la mia altezza, ma è ben proporzionata, e soprattutto indossa capi non leziosi ma al tempo stesso femminili.
La stylist, Rebecca Hofherr, secondo me ha fatto un lavoro incredibile (qui c’è una bella e breve intervista, in inglese)

Ecco una carrellata di foto di alcuni dei miei outfit preferiti… ho scattato io le foto dalla TV messa in pausa quindi non sono proprio venute benissimo.


 
 

lunedì 11 gennaio 2016

Il diario dei progetti di cucito: Sewing Journal

Quando qualche settimana fa ho condiviso il file che uso per archiviare i miei progetti (eccolo)


non mi ero resa conto che il mio semplicissimo sistema di archiviazione poteva essere usato anche come “Diario di bordo”, per tenere nota dei progetti svolti e della lista di cose da cucire.


È stata un po’ la scoperta dell’acqua calda: all’improvviso (… insomma, non tanto all’improvviso, visto che Dicembre e Gennaio sono mesi di riepiloghi, progetti e buoni propositi…) vedo su internet tantissimi Sewing Journal, in cui segnare nome dei modelli, stoffa, eventuali variazioni… la maggior parte, proprio come quello realizzato da me, free printable!

Ho deciso che i prossimi pensierini per le amiche del cucito saranno dei “sewing journal”, con copertina DIY realizzata facendo un collage di immagini di moda, magari vintage, e i fogli rilegati in copisteria…voi come archiviate i progetti di cucito??

martedì 22 dicembre 2015

The Aviator (blouse Kanerva by Named)

The Aviator blouse: see vabbè, mi piacerebbe…
Chiaramente, il titolo del post si riferisce alla fantasia del cottone piqué / picchè


usata per realizzare il modello “Kanerva” (tradotto dal finlandese “Erica”, nel senso botanico) di Named Clothing.
Il modello è un 2in1, ossia una t-shirt a vita alta con allacciatura sul dietro, oppure una blusa con un peplo e sempre allacciatura sul dietro.


Non avendo più 15 anni da quel dì, ho preferito la seconda variante, che copre la pancia e posso mettere senza troppe paturnie.
 


Ho acquistato la stoffa ad un ottimo prezzo (credo 5 euro per tutto) nel cestone delle occasioni, e fino alla fine sono stata in dubbio se tagliare la blusa, in quanto dovevo evitare i due pannelli con l’aereo d’antan (che presto finiranno su una Ri-Twenty bag…) ma soprattutto dovevo evitare il centro, perché il motivo di aereoplanini risultava “spezzato” (ecco spiegato il cesto delle occasioni!). alla fine per fortuna sono riuscita a farci stare il tutto.



Ancora una volta, sono molto soddisfatta della linea dei cartamodelli di Named Clothing e della vestibilità, tanto che sto già pensando di cucirmi un secondo top... vedremo.

mercoledì 16 dicembre 2015

Madama Butterfly - Lexi

Oggi parlerò di un argomento molto scottante: l’armadio delle stoffe.
Come molte, anche io dopo un po’ di attività e qualche momento di shopping idiota (vedere alla voce: “Mercato di Civitanova, bancarella del grossista di tessuti di Ancona:
IO: prendo un metro di questa, grazie
VENDITORE CHE SA IL FATTO SUO: ma ne sono rimasti solo duemetriemmezzo, dai ti faccio un buon prezzo
IO: Ok, prendo tutto!!
”)
mi ritrovo con una bella scorta di stoffe.

A volte non resta che usarle per tagliare le tele di prova, mescolando vari tessuti in una specie di arlecchino calicot, altre volte sono talmente piccole che le regalo direttamente alle animatrici del centro sociale per far fare i lavoretti ai ragazzi.
Altre volte, invece, sono sufficienti per cucire qualcosa di nuovo: è il caso del raso/satin blu che un paio di anni fa acquistai per fare una gonna per mia cognata.

Avevo proprio questo scampolo in mente quando, dopo la scorpacciata di cartamodelli Named acquistati ad Abilmente, ho deciso di concentrarmi sul modello LEXI, nella variante solo top;


il piazzamento del tessuto non è stato facile, perché il taglio di stoffa avanzato, come spesso succede, era irregolare, ma alla fine sono riuscita a farci stare tutti i pezzi rispettando il verso di taglio.


Ho indossato il top a teatro, lo scorso fine settimana (ho assistito alla rappresentazione della Madama Butterfly di Puccini) e le foto purtroppo risentono della luce… mi vergognavo troppo a scattarle nel foyer, quindi le ho fatte nel palco!


Ho fatto però qualche foto al capo non indossato, ed alla applicazione in pietre e strass che ho applicato sullo scollo per impreziosirlo.