lunedì 13 aprile 2015

Special guest: IL GIARDINO DELLE ROSE

Dopo un lungo periodo di pausa, torna l’appuntamento con le CREATIVE DOC… oggi è il turno di Rosalba.
Attiva su facebook attraverso la pagina IL GIARDINO DELLE ROSE, già alla prima visita è chiara la poliedricità di Rosalba.
Io l’ho conosciuta circa un anno fa, organizzando la visita ad Abilmente autunno: dopo esserci scambiate i rispettivi contatti social, sono rimasta estasiata dalla bravura di Rosalba, che spazia dal cucito creativo all’uncinetto, dal riciclo creativo alla pittura, dalla decorazione al ricamo.


Ecco un carrellata di lavori, che vi presento insieme alle domande di rito cui Rosalba ha gentilmente risposto.
Come hai cominciato?
Fin da piccola sono stata sempre appassionata di presepi e ne realizzai uno con carta velina e polistirolo. A quei tempi non avevo tanta disponibilità di materiali e così mi arrangiavo con quello che avevo e a poco a poco si è delineata la mia passione di sperimentare diverse tecniche.
Il riciclo e l’utilizzo di materiali “poveri” è in effetti una delle doti che maggiormente mi ha colpito di Rosalba; soprattutto perché, a differenza di quello che (purtroppo) si vede in giro, il risultato non è mai un lavoro pasticciato, ma un qualcosa di bello ed utile.

Dalla giacca alla borsa

Il vecchio montone si trasforma in un set di calde babbucce

E, in cucina, bottigline tristissime diventano un set olio – aceto da fare invidia agli accessori provenzali prodotti in serie 

 
Cosa ti affascina di più del processo creativo?
Sono affascinata dal fatto che durante il percorso creativo di un lavoro mi ritrovo a sperimentare e ad applicare  la stessa tecnica su materiali diversi o per funzioni diverse  e quindi avere una miriade di idee.

Con quali materiali preferisci lavorare?
Qualsiasi materiale stimoli la mia fantasia, in particolare quello di riciclo perché sono convinta che bisogna dare un’altra vita agli oggetti prima di buttarli.

E proprio in tema di riciclo creativo, ecco come Rosalba ha trasformato le comuni bottiglie di plastica: borsetta per la nipote


Borsa (notare i manici… finora non avevo mai visto usare i colli delle bottiglie!)

Borsellini da portare in spiaggia

Due declinazioni a tema floreale:
in plastica                                                                                     in carta
                      


Hai dei progetti in corso?
Di progetti ne avrei molti, ma è l’occasione del momento che mi stimola, una ricorrenza, un regalo da fare o addirittura un oggetto da buttare…

E a proposito di ricorrenze e regali, ecco alcuni fiocchi nascita personalizzati:


Quali sono le maggiori soddisfazioni nel realizzare un oggetto?
Aver dato forma ad un foglio, un filato o un tessuto o altro materiale mi fa provare una forte emozione.

Creare per te stessa o per altro destinatario ti procura un diverso grado di soddisfazione?
Sono appagata in egual modo perché la creatività è un ottimo antistress.


Rosalba, ti prendo in parola, ma realizzare tutti questi AMIGURUMI a me avrebbe fatto venire l’orticaria! Quattro simpatici cagnolini

Le colleghe di lavoro di Rosalba

Il presepio

Alcuni soggetti riconoscibilissimi…
e mentre correggevamo le bozze Rosalba mi ha scritto: “scrat lascialo perché ho riso tanto quando l'ho fatto, perché creare è anche divertirsi è come un gioco di bambino



Amigurumi per tutti!


C’è un progetto o un lavoro a cui sei particolarmente affezionata?
Sono affezionata a tutti.

Quale consiglio daresti a chi vuole cominciare?
Non ci si improvvisa creativi perché è un’emozione che senti dentro che ti dà la spinta di andare alla ricerca di nuove tecniche e di sperimentarti in nuovi progetti. Per me è stato così, infatti sono un’autodidatta cresciuta nel tempo, molto tempo, ho cominciato da bambina, rubato con gli occhi e subito provato a rifarli, collezionato riviste, visitato fiere, scoperto materiali e strumenti nuovi. Sono cresciuta così, attratta da tutto ciò che è manualità, questo è stato il mio pane quotidiano.

 Visto che, almeno sul calendario, è primavera, chiudo questa intervista con una carrellata di lavori che fanno venire voglia di uscire e godersi un po’ di sole

Borsa con base in paglia… anche questa, una vecchia borsa rivisitata:
 

 Un bouquet di fiori di stoffa, dai toni primaverili

La cassettina in legno per la frutta che diventa un giardino fiorito per le piante

Ecco Rosalba all’opera!


lunedì 6 aprile 2015

Coprispalle in angora con intreccio sul davanti

Il coprispalle che ho indossato il giorno del matrimonio l’ho fatto con le mie manine... si tratta di un progetto semplicissimo (sono davvero all’ABC della lavorazione a ferri) ed è fatto in angora con fodera in jersey.
Molto caldo, d’effetto e confortevole, l’unico aspetto negativo è che lascia peli ovunque… ma questa è una caratteristica dell’angora, quindi: prendere o lasciare. Oppure, usare un’altra lana :)
Se volete provare, di seguito tutte le istruzioni

Filato: “Carezza” marca Adriafil, colore 02 bianco; ha una composizione mista (70% angora 20% poliammide 10% lana), è molto morbido e si lavora senza particolari problemi; per il mio coprispalle ho consumato 5 gomitoli.

 (mi sono dimenticata di fare le foto… questa l’ho presa sul sito www.spinayarndevon.co.uk)

Ferri: misura 5; io ho usato i circolari, per gestire meglio le maglie.

Istruzioni:

* Le misure indicate corrispondono ad una taglia 42/44, per cui devono essere adattate alla vostra misura: infatti, il coprispalle deve vestire bene, ossia non cadere né essere troppo stretto al punto da impedire i movimenti. Considerato che l’angora è molto morbida ed estensibile, la misura finale del coprispalle deve essere uguale alla circonferenza del busto misurata includendo le braccia accostate al corpo (nel mio caso 100 cm): l’elasticità del filato sarà sufficiente per realizzare l’incrocio centrale.

1. realizzare il campione come indicato nell’etichetta del filato prescelto; sembra una cavolata, ma è fondamentale per capire quante maglie corrispondono a 10 cm di lavoro, e quindi calcolare quante maglie avviare per il coprispalle

2. avviare N maglie, ossia le maglie necessarie per ottenere la misura del giro-busto (nel mio caso: 250 maglie per 100 cm circa di larghezza), quindi lavorare 1 ferro a maglia dritta ed 1 ferro a rovescio (o maglia rasata) fino a raggiungere una lunghezza di 43 cm circa.

3. chiudere il lavoro; a questo punto si ottiene un rettangolo, sul quale deve essere cucita una striscia in jersey elasticizzato leggermente più grande che avrete tagliato a misura. La striscia va cucita SOLO sui lati lunghi. Io l’ho applicata a mano, ripiegando in dentro l’eccedenza di tessuto per non lasciare orli a vivo.


4. realizzare l’incrocio centrale: afferrare uno dei lati corti, girarlo due volte, appoggiarlo sull’altro lato corto e cucirlo (prima la parte di lana, poi quella di jersey). Bisogna girare due volte in modo che la parte di lana sia visibile: con un solo giro rimarrà visibile la parte interna in jersey.


Ed ecco il risultato finale... foto fatta un soleggiato giorno con la febbre a 39°...

lunedì 30 marzo 2015

Matrimonio 2.0

Quanto tempo ci vuole per organizzare un matrimonio con 150 invitati? Dipende.
Io e M. ci abbiamo messo 5 mesi, da quando abbiamo deciso di fare il grande passo a quando, fighi come mai più saremo, sabato 28 Febbraio 2015 abbiamo firmato l’atto di matrimonio.
Nel mezzo ci sono state scelte (individuali) facili, scelte condivise, e scelte facilmente condivise… del resto, dopo 10 anni insieme, ci si conosce ormai bene e oltre alla indispensabile compatibilità iniziale ciascuno è cresciuto con i tempi dell’altro.

È davvero difficile descrivere le emozioni di quel giorno, mi sono sentita come trascinata nel vortice di un frullatore, e credo che ci vorrà del tempo prima di recuperare una visione d’insieme: ancora oggi mi tornano in mente, vividi, alcuni dettagli più di altri.



Eccoci prima e dopo la tradizionale pioggia di riso, con il (povero) nano per mano.


Questo è il cuscino porta fedi: lo ha realizzato una carissima amica di mia madre, ed è stato uno dei più bei regali ricevuti.
Sullo sfondo, le sterlizie che componevano il mio bouquet, ormai rinsecchite.


Questo è il teatro della società Filarmonico Drammatica di Macerata (ecco il sito), in cui abbiamo pranzato.
Il catering è stato curato da Rosaria Morganti de I due Cigni, se capitate da queste parti vi consiglio caldamente di assaggiare la sua cucina, che è speciale.


Anche la torta nuziale è stata realizzata da Rosaria e dal suo staff.


Queste sono le decorazioni che abbiamo messo sui tavoli. Me le ha proposte Barbara Corvaro, titolare di Stranissimo (facebook e pagina su matrimonio.com), e mi sono piaciute sia perché le trovo originali e poco viste, e sia perché con la loro semplicità si sposavano bene con la sala del teatro, riccamente decorata.


Ecco io, M.,  e la Cicci, tra le altre cose la mia testimone di nozze.

Ho voluto aggiungere, per quanto nelle mie possibilità, dei tocchi personali, realizzando il coprispalle che ho poi indossato per tutta la giornata (ed al quale dedicherò un post speciale).



La grafica dei menù e del tableau marriage l’ho realizzata io, mentre per la stampa siamo andati in una normalissima copisteria.
Il tema del tableau marriage era l’arte figurativa: ciascun tavolo aveva il nome di un pittore ed abbiamo spaziato tra vari generi ed epoche inserendo Caravaggio di fianco ad Hopper, Goya di fianco a Munch, etc. Mi sono molto divertita ad intitolare il tavolo dei bimbi a Jackson Pollock…


Infine, io e M. abbiamo deciso di non prendere le classiche bomboniere, visto che di solito finiscono subito in garage; al loro posto, delle scatoline piene di golosi confetti decorate con un biglietto acquistato facendo una donazione alla Lega del Filo D’oro.


(Ci tengo a precisare che le opinioni sui fornitori sono esclusivamente mie, e non ho ricevuto soldi, incentivi o altro per la loro menzione in questo post)

lunedì 23 marzo 2015

Blusa intrecciata - Burdastyle 127 07/2013

Finalmente nell’aria c’è un leggero sentore di primavera, e posso quindi pubblicare la mia nuova blusa; in realtà, posso osare la foto, visto che la blusa è pronta da mesi ma finora non avevo avuto il coraggio di immortalare il fattaccio.


Dopo aver fatto le foto (con  l'autoscatto) mi sono resa conto che sono venute malissimo... ma ormai avevo riposto ogni cosa, quindi pazienza!
La ragazza urlante è "Serena la santa", di Angelo Barile.

Ho usato il cartamodello è il “twisted silk top” n. 127 pubblicato su Burdastyle di Luglio 2013, ma l’ho modificato in quanto il modello originale prevedeva una lunghezza dietro di 75 cm, mentre io l’ho accorciata a 64 cm.


Devo dire che l’esecuzione non presenta particolari difficoltà, se non quelle legate alla comprensione delle istruzioni di Burda (spesso formulate in ostrogoto antico) ed alla realizzazione dell’orlo sul davanti, ossia su un tratto tondo e scivoloso.

Per realizzare la blusa ho usato, come suggerito, due stoffe diverse: sul retro un cady elasticizzato (bellissimo… peccato sia nero, e quindi poco fotogenico, ma sicuramente ne acquisterò in altri colori perché si lavora benissimo ed il risultato è grandioso), e sul davanti una seta (o misto seta) nera a piccolissimi pois.
Non mi resta che attendere il primo caldo per poter indossare la mia nuova blusa!