giovedì 29 dicembre 2011

Knitting über alles


Oggi ospito la amica La-Cicci, e il suo dono natalizio, recapitato con un anticipo di un mese mezzo sulla festività, perchè ormai "era pronta".



Si tratta di una sciarpina davvero degna di nota, realizzata credo con un apposito filato che di suo ha già tutti i ghirigori ben visibili in foto. Trovo molto bella la tonalità, quanto alle dimensioni, in un primo momento la sciarpa mi sembrava stretta, ma indossandola in più giri confesso che la previdente la-cicci aveva ragione anche su questo aspetto.
Quindi grazie mille, schatzi

mercoledì 21 dicembre 2011

Bestiario



Mentre il taglio e posizionamento della Crinolina (in inglese PETTICOAT, proprio come la borsa numero 6 - a quanto pare il karma esiste) mi devasta le mani già provate da freddo e dermatite, vorrei introdurre una piccola descrizione della variegata umanità presente al mirabolante corso per sartine.
Quale miglior titolo di BESTIARIO, quindi? Del resto, siamo un microcosmo di esseri (parzialmente) senzienti.

Partiamo da La-Cicci, ossia la mia amichetta; sempre in ritardo (segue notoriamente un fuso orario diverso dal nostro) è detta anche Santa-Subito perchè se ti serve qualcosa, dalla carta da modelli, alla squadretta, al plutonio, lei non solo ce l'ha, ma te lo presta pure.

Abbiamo poi Le Giovini, un'endiadi di due timide ragazze temo non ancora ventenni che lavorano sempre in silenzio, e a volte subiscono dei comportamenti che chi non è ventenne non tollera, ma in cui intravedo del potenziale.

C'è poi la Curva Sud, con cui per mere questioni geografiche (siamo sedute lontane) io interagisco poco; nella curva sud si trova però Occhiali-a-farfalla, un fulgido esempio di persona binaria: riesce soltanto a fare una cosa alla volta, quindi se guarda i disegni della maestra, non ascolta quello che dice; se cuce, non guarda; il tutto, con esiti esilaranti ma soprattutto il "ma io non lo sapevo" sempre a fior di labbra.

C'è poi La Pina, una meravigliosa settantenne ironica e divertente che sa di caos lontano un miglio; un tempo dicevo: "da vecchia voglio essere come Jessica Fletcher"; oggi, invece, il mio modello è la Pina.

Infine, c'è la Nemesi+1 (+1 sarebbe la sua amica e vicina di tavolo, per lo più silente).
Qualcuno (la mia dolce metà) dice che non devo infierire né essere incoraggiata, ma non è colpa mia se la Nemesi mi provoca, ed oltretutto se mi provoca da vicino (sono seduta alla sua sinistra).
La Nemesi non guarda, tasta (TUTTO). Invade il mio tavolo con il suo materiale. Si rifiuta di seguire il programma del corso: chiede ed ottiene altri modelli, ma siccome non è in grado di realizzarli, sottrae la preziosa e limitata attenzione della maestra a noi secchione.
E' una negativa totale, convinta che tutte noi la stiamo fregando realizzando in gran segreto modelli diversi dai suoi. L'altro giorno, una delle Giovini (1.75 mt, taglia 42) stava provando la gonna a vita alta, che le stava d'incanto; pur di non arrendersi all'evidenza - il capo è fatto su misura - la Nemesi (1.50 mt, taglia 46/48 e con un culo che tende ad infinito) ha preteso di verificare il cartamodello.

Mi fermo qui, perchè di aneddoti ne ho una valanga, e potrei andare avanti per altre mille parole. Del resto è quasi Natale, e sono tutti più buoni (in questo periodo, infatti, io vado avanti a Gin-Tonic).

lunedì 19 dicembre 2011

Black is back!

Eccomi! Superando ogni più rosea aspettativa ed ogni più nero timore, ho deciso di dedicare il mio limitato tempo libero al cucito tradizionale, iniziando un corso che si presenta come molto serio ed impegnativo: realizzazione dei cartamodelli su misura, taglio, prove, voilà ready-to-wear.

Non possedendo neanche un grammo di umiltà, ed amando le linee essenziali ma molto geometriche e costruite, mi sono meravigliata di me stessa per aver (mestamente) obbedito all'insegnante realizzando (senza fiatare) i tristissimi e semplicissimi modelli che ci sono stati assegnati (e che ovviamente non metterò MAI). Naturalmente, il mio è un semplice piano per conquistare il mondo a colpi di balze, tessuto ripreso, stampe vistose, pieghe etc, ma è inutile guidare l'auto quando non si è capaci di controllare neppure un triciclo, no?

Ecco quindi che tuti i miei sforzi hanno dato i loro frutti del male:
- gonna a vita alta, realizzata con una ex tovaglia di mia madre - chiaro sintomo di disprezzo, il non spendere neppure 1 euro per la stoffa
- gonna svasata a vita bassa, in un turchese sintetico inguardabile - recuperato in un cassetto in soffitta - che udite-udite per un mio errore introvabile ed incorreggibile mi va grandissima; un motivo in più per non indossarla
- gonna a tubo a vita bassa, in misto lana principe di galles verde, abbastanza inguardabile - anch'esso recuperato in un cassetto in soffitta

Nessuno vedrà mai tali scempi, anche perchè poi dovrei uccidere personalmente i lettori, in compenso il corso procede e a breve dovrei persino realizzare una borsa (che forse posterò).