lunedì 25 giugno 2012

Corpetto a punto smock

Come promesso, ecco alcune foto in dettaglio del vestito realizzato per la mia amica S., nonchè le istruzioni.

Idea di partenza: realizzare un abito lungo, con il corpetto elasticizzato.
La scelta del tessuto si è immediatamente orientata su un cotone leggermente elasticizzato nel senso della larghezza, con una stampa "evidente" e a cadenza regolare. I pois disegnati si prestavano inoltre molto bene al tipo di vestito (lungo) da realizzare.


Ho lasciato la stoffa intera, con una singola cucitura su un fianco: per non sprecare cm e non  rovinare la stampa.

La parte principale della lavorazione è ovviamente il corpetto elasticizzato.
Ci sono due modi per fare il PUNTO SMOCK "SEMPLICE" (il punto si chiama così, l'aggettivo semplice l'ho aggiunto io per distinguerlo dal punto smock a nido d'ape), ed in ogni caso bisogna munirsi di filo elasticizzato.


1) Primo metodo: si cuce direttamente con il punto dritto, inserendo il filo elastico TIRATO nella bobina inferiore ed il filo normale sopra, e regolando la tensione.
Secondo me questa tecnica va bene per i tessuti di cotone pesante o per il denim, quando cioè non c'è differenza di spessore tra il filo "sotto" ed il filo "sopra".
La lavorazione è molto veloce perchè appena terminato il punto il filo elastico torna in posizione e si crea automaticamente l'arricciatura.

2) Secondo metodo: in caso di tessuti più leggeri, si usa il punto zig zag con fili (sia nella bobina che sopra) normali.
Il filo elastico va tenuto fermo a mano e cucito dentro lo zig zag, ovviamente sul rovescio del corpetto.
Una volta terminato, occorre tirare il filo elastico per creare l'increspatura... un lavoro molto facile, anche se molto molto lungo (per dare un'idea: per increspare il corpetto dell'abito tirando il filo elastico ci ho impiegato più di 3 ore). Ed ecco il risultato:



mercoledì 20 giugno 2012

The Others - parte III (ovvero: puttin' on the Ritz)

Evviva! Finalmente il progetto "per gli altri" è giunto al termine.
Iniziato tempo fa (mamma mia... tanto tempo fa...), lasciato indietro a causa di tante millimilacose da fare, ho fermato gli ultimi fili ed ora vi posso mostrare cosa ho combinato.
Un cuscino very italian style per il maschio alfa di casa, che apprezza la stampa che fa tanto "la dolce vita".


 
Un abito con arricciatura sul seno di cui vado molto fiera, e che mi ha lasciato un enorme senso di soddisfazione per il lavoro fatto bene. Realizzazione molto semplice, un po' dispendioso, in termini di tempo, fare l'arricciatura. Questo abito è per la mia amica S. (dettagli e tecnica in nuovo post a venire).



Un secondo abito, sempre per la mia amica S., realizzato in poco tempo grazie alla Brother. Questo è un vestito da mare, nel senso che lo chiffon lascia intravedere parecchio e sinceramente trovo deprecabile girare con le mutande di fuori (per chi ancora se le mette).
Poi però questo secondo abito piaceva anche a me, quindi ne ho realizzato un altro, in una fantasia più "violenta" e meno trasparente, ma sempre vacanziera. Anche qui, foto, dettagli e tecnica in nuovo post a venire.
Ma prima... vamos alla playa (oh-oh-oh-oh, come di cevano i cari Righeira).

giovedì 7 giugno 2012

God save the Queen

La mia amica Paulina (ormai prossima alla sala parto, ma sempre attivissima su Facebook) ha linkato una foto apparsa su Vogue Chart con God-Save-The-Queen-Elizabeth e la scala cromatica dei suoi look da anziana arzilla "finchè muovo il mignolino fate tutti come dico io".



Her Majesty predilige il royal blue (e come darle torto...) con il 29% di presenze, mentre seguono, staccati tra loro di misura, verde (11%) e viola (10%). Fanalini di coda: beige e checked (1% ciascuno; ma anche qui... british, not scottish!).
Ma per me, il suo look meglio riuscito di sempre è questo:



Ce lo racconta Alan Bennet, ne "La sovrana lettrice", un libro edito da Adelphi delizioso, lieve e so damnably cool!

martedì 5 giugno 2012

Lanvin - H&M - Burda... Signore, fate il vostro gioco!

Lanvin è una delle mie case di moda preferite... trovo che gli abiti da uomo siano fantastici, e che quelli da donna abbiano linee e volumi bellissimi.
In un altro post  raccontavo con soddisfazione che mi ero finalmente aggiudicata un'asta Ebay per un vestito e (detto fra molte - molte - molte parentesi) una volta ho fatto copiare dalla sarta una gonna in jeans per me impossibile da realizzare, che avevo visto da Acne a Stoccolma e che costava quanto una rata di mutuo. Curiose? Eccola:


Di recente, Lanvin, che a differenza di alcuni stilisti nostrani non schifa la grande distribuzione dell'abbigliamento (vedi alla voce "Ferrè - buonanima - che intervistato da Vanity Fair dice che catene tipo Zara, H&M ecc sono posti 'diseducativi', che promuovono la volgarità e non la cultura della moda, e una ragazzetta che oggi compra da Zara tra 10 anni dal punto di vista della moda sarà sempre una ragazzetta"), ha creato una collezione niente male per H&M.

Ecco tutte le foto (tratte dal blog Pigchic - http://www.pigchic.com/):
 




 

notevole, eh? Tralasciando la gonna bianca, orribilmente simile a quella che mi sono fatta rifare, vorrei focalizzarmi allegramente sull'abito giallo monospalla nella prima foto... eccolo ingrandito:


Quando il mese scorso o giù di lì sono andata in edicola per Burdastyle (quest'anno prendo tutti i numeri, l'anno prossimo si vedrà) ed ho scoperto a pagina 16-17 questo bel modello ho pensato: e andiamo!


Certo, ci sono meno ruche, ma basta inserire un po' di stoffa in più e metterla doppia per ovviare al problema... la gonna è meno svasata, e che sarà mai... e la fascia in vita può essere sostituita da una cintura.
Il modello è classificato come "facile", ma questo non significa che se - come me - la parte sopra di Burda non rispecchia il vostro fisico non soffrirete le pene dell'inferno per realizzarlo.

Allora, visto che la collezione di Lanvin per H&M (che peraltro era del Novembre 2010) è andata SOLD OUT dopo una settimana, chi tenterà la sorte con Burdasyle?


Una conclusione non richiesta: per fortuna, nella mia provincia meccanica H&M non c'è. Altrimenti anch'io, da patetica ragazzetta "vorrei ma non posso" avrei piantonato il negozio per comprarmi qualcosa (più che qualcosa). Ma con le mie crescenti capacità sartoriali, confido di mettere a segno qualche colpo.  
Rien ne va plus, les jeux sont faits.