martedì 29 ottobre 2013

Special guest: SAVERIA aka La-Cicci

Come promesso, oggi nel mio blog ospito una persona specialissima: la mia amica La Cicci. 

Al secolo Maria Saveria, La Cicci ha un talento innato per scovare progetti difficili e portarli a termine senza colpo ferire.
Dalle sciarpine (su cui ormai è una autorità in materia) ai progetti per la casa, inclusi tovagliati e copri-sedie, La Cicci non stai mai ferma un attimo. La sua ultima passione? Il telaio a mano… ed infatti eccola intenta al lavoro durante la nostra visita ad Abilmente


Iniziamo l’intervista dalle ecoballerine:
cosa ti ha spinto a voler realizzare da sola delle calzature?
La curiosità, ossia il motore principale della mia vita; il desiderio di mettermi alla prova e di andare “oltre” quel che già so fare, aggiungendo il mio tocco personale, perché esprimere se stessi insegna ad essere se stessi! Il nome del corso, “Laboratorio di ecocalzatura”, poi, mi ha attirato anche per via del vocabolo “eco”, perché sono assolutamente a favore di e mi sforzo di praticare una filosofia di vita all’insegna della “eco-sostenibilità”.
 
Borsa e ballerine per la fortunata Eva
Hai incontrato difficoltà particolari?
Un po’ laborioso, all’inizio, è il procedimento per ricavare i modelli di suola, tomaia, topponcino e punta a partire dalla forma della calzatura: il lavoro del modellista di calzatura, più o meno. Altra difficoltà è nel cucire la suola di caucciù ai diversi strati di tessuto: occorre un ago resistente (io ho utilizzato quello per la pelle) e un po’ di pazienza, dato che si utilizza la comune macchina da cucire lineare e non una macchina apposita. Anche qui, ho sostituito la tecnica insegnatami di utilizzare dell’olio di oliva sul caucciù, per far scorrere il piedino nel percorso della cucitura, con un escamotage personale, utilizzando del nastro adesivo trasparente. Insomma: c’ho messo del mio.

Set “guerrilla urbana”: pantaloni e ballerine camouflage

Quali consigli daresti a chi vorrebbe provare?
Improvvisarsi, in questo caso, non è semplice: occorre partire da delle tecniche, come ho già detto sopra, da addetti ai lavori; a parte questo, gli ingredienti sono sempre gli stessi: entusiasmo e volontà di provare e riprovare, se si sbaglia qualcosa.

Ballerine, vestitino e copri-pannolino per la piccola Vera

Ma La Cicci è bravissima anche a realizzare abiti ed accessori, per cui vogliamo anche sapere:
Come hai cominciato?
Con i vestiti delle Barbie, da piccola; altra passione del gioco, all’epoca, erano i Lego: un invito continuo alla creatività, che non ho smesso di cercare di sviluppare e di applicare ai campi più diversi. Esempio recente: dopo aver frequentato un mini corso di tessitura alla fiera di Vicenza “Abilmente”, il 20 Ottobre scorso, mi sono costruita un telaio di legno da sola.
(n.d.a: cosa vi avevo detto??)

 
Cappello con falda larga

Eco-pannolini: al momento, ne beneficiano la mia peste e il piccolo Nicola


Cosa ti affascina maggiormente del processo creativo?
L’infinità potenzialità della materia, in rapporto dialettico e sempre nuovo con la propria ispirazione. Mi affascina tutto ciò che è nuovo e diverso, o che può diventare tale grazie alla propria impronta personale: spesso, il progetto che ho in mente cambia in fieri nelle modalità di realizzazione, alla ricerca della migliore soluzione. E’ un gioco continuo di domande e risposte: è molto divertente!

Con quali materiali preferisci lavorare?
Se potessi, costruirei con le mie mani persino una casa! ;) Non ci sono limiti, a parte quelli del proprio livello di conoscenza e abilità acquisita: qualità che, ovviamente, vanno sviluppate e superate! Al momento mi gratifica molto la realizzazione di lavori di cucito: gonne, pantaloni, t-shirt, abiti, biancheria per la casa, borse…anche in concomitanza con il corso serale di modellistica e cucito, che frequento da oltre due anni.

 
Borsa avantgarde per Pina

Gonna a ruota con sottogonna in tulle

Hai dei progetti in corso?
Sto copiando delle bellissime borse di Josh Jakus, in feltro: avevo già realizzato una copia del suo porta-bottiglia, sempre in feltro e, da poco, mi sto cimentando con le sue borse, dalle forme innovative e originali.

Lasciando per un attimo da parte il design di Jakus, La-Cicci se la cava bene con il feltro anche su design proprio… ecco un portapipe che contiene anche gli accessori (tabacco, scovolini etc)


Quali sono le maggiori soddisfazioni nel realizzare un oggetto?
La soddisfazione più grande, a parte la buona riuscita “tecnica” dell’oggetto, per così dire, sta più nel realizzare, mentalmente e fisicamente, che nell’oggetto finito: “più nel viaggio che nella meta”.

Ecco le sciarpine: pronte, etichettate e confezionate
(ossia: signed, sealed, delivered, come direbbe StevieWonder)




                                         

Creare per te stessa o per un altro destinatario ti procura un diverso grado di soddisfazione?
Per natura sono portata a fare qualcosa per gli altri, prima che per me stessa: in fin dei conti, però, l’atto creativo, dalla progettazione alla realizzazione, dà tanta soddisfazione personale che, in realtà, credo di guadagnarne più io!

C'è un progetto o un lavoro a cui sei particolarmente affezionata?
Per definizione: il prossimo!

Con queste parole profetiche, si conclude l’intervista… in attesa del prossimo strabiliante lavoro!!

sabato 26 ottobre 2013

The ultimate challenge - 3 - Scarpe

Ieri avrei dovuto pubblicare il post dedicato alla scarpe DIY... ma la rete internet è "svampata" e quindi, con un giorno di ritardo, ecco la mia indagine tra le novelle cobblers!

Come anticipato in due precedenti post le sartine scafate sono sempre in cerca di nuove sfide.
Dopo aver sfiorato l'interessante mondo della lingerie fai da te, e la quasi necessaria sfida dell'abito da sposa, oggi si chiude l'appuntamento con i post della serie "The ultimate challenge" parlando di scarpe.

Realizzare da sole le proprie calzature presuppone non solo conoscenze di modelleria specifiche, ma anche la disponibilita di attrezzature (macchine soprattutto) particolari, pertanto sono poche le blogger attive in questo settore.

L'unica che conosco, anche se non personalmente, è Katja che nel suo blog "Of dreams and seams" (splendido nome) racconta i suoi progetti, ma anche i corsi che ha frequentato, in un apposita sezione dedicata appunto alle scarpe.



Katja in realtà sfiora il professionale, considerato che mostra di possedere attrezzature (forme, fresa) che si trovano dai ciabattini, più che nella stanza del cucito, ma leggere dei suoi progetti mi lascia sempre a bocca aperta. 
Al link che vi ho indicato potrete inoltre trovare in formato pdf un libercolo di inizio secolo scorso proprio sulla realizzazione delle calzature (in tedesco...), che Katja ha scovato e messo a disposizione di chiunque vogli cimentarsi nell'impresa.

Un'altra bravissima sartina che è rimasta affascinata dalla scarpe fai da te é la mia amica La Cicci (presto special guest ed intervistata), che dopo aver frequentato il corso "Ecoballerine" presso La Città della Luce si è sbizzarrita realizzando opere d'arte su misura.

 


Un discorso a parte meritano le scarpe da casa, o ciabatte che dir si voglia.
Dal momento che vengono meno tutte quelle esigenze di durezza ed impermeabilizzazione delle calzature da esterno, il web è pieno di tutorial. 
Io adoro le scarpe per bimbi, le trovo assolutamente splendide, e su Petit Citron (in francese) ci sono ben quattro tutorial gratuiti sia per maschi che per femmine. 
Ecco una panoramica, basta cliccare sulla foto per essere "linkati" direttamente al tutorial, completo di cartamodello:


martedì 22 ottobre 2013

Abilmente

Domenica è stata una giornata molto intensa: in piedi dalle 3 (t-r-e) io e la mia amica La-Cicci, insieme ad un pulman di volenterose, siamo andate ad ABILMENTE, la fiera della creatività.

Mi sono divertita moltissimo, e non poteva essere diversamente dal momento che sono una trafficona della prima ora; colori, immagini, suoni, tutto si affastella nella mia mente e se non faccio un po' di ordine rischio di scrivere un romanzo, anzichè un post...

Iniziamo dalla parte venale, ossia gli acquisti; intanto, brava a me che ho rispettato il budget che mi ero auto-assegnata prima di partire!
Per prima cosa, ho arricchito la mia biblioteca acquistando "Moda Vintage" (il Castello editore)
 


ed evitando sia "Cucito facile e moderno", sempre de Il Castello editore (modelli basic... scusate giappi, ma poi devo fare ottocento modifiche e mi irrito non poco) che “Mode d'hier et d'aujourd'hui au point de croix"
(questo un po' a malincuore, perché mi piaceva tantissimo e sono anche bravina nel punto croce... ma poi una vocina interiore continuava a ripetere "dove cavolo te li metti, che non hai nemmeno una stanza ma solo un mobile del cucito? te lo ricordi il cuscino con scena indiana iniziato nel 2007 e non ancora finito??", ecco, in effetti... quindi ho rinunciato).

Sempre in materia di "punto croce odi et amo" voglio segnalare gli inarrivabili (per me) schemi di Michael Powell, artista gallese del quale ho acquistato un biglietto e che trasforma poi i suoi lavori in schemi per il cross-stiching.


Sono tutti molto belli, quelli dedicati a Venezia sublimi:


Pensando a mio figlio, le cui copertine sono state da me decorate con nastro in sbieco rosa e viola, ho preso due strisce in fantasia vichy gialla e azzurra, mentre un generico "credo che mi serviranno, anzi ne sono sicura" mi ha indirizzato verso i bottoni in legno, ricavati da un ramo, e un timbro con un cammeo.


Traviata da La-Cicci, che li usa da tantissimo, e convinta dal prezzo, ho preso due gomitoli Mondial che però userò come nastri da decoro, e non per sciarpe ed affini (piano B: disattendere il piano A e realizzare sciarpe ed affini con le istruzioni gentilmente omaggiate dalla casa).


Infine, vista l'imminenza del natale, un kit per una ghirlanda in carta di Incartesimi (grazie mille amica mia)
e alberelli in feltro per dare una sistemata al mio albero, all'inizio minimal shabby de noantri, lo scorso anno suk tutto appeso o-lo-vendo-o-lo-brucio.


Last but not least, due utilissimi - non solo per lavori - attrezzi: ferri del 25 e uncinetto del 15, perché una ne faccio ma duecento ne penso.


A questo proposito, leggendo “Il meraviglioso mondo dei numeri” di Alex Bellos ho scoperto la storia di Daina Taimina e dei suoi stupefacenti modelli matematici tricottati... una lettura che vi invito ad approfondire, perchè la presenza dell'uncinetto in un modo solitamente dominato da maschietti la dice lunga sulle nostre capacità!






Acquisto non necessario, la rivista DONNARITA MAG, ricca di progetti ed idee e disponibile gratuitamente qui; il progetto è curato dalla toscana verace Maria Rita Macchiavelli, giornalista già autrice di libri e manuali e coordinatrice di riviste, insieme a un team tutto femminile.

 
A mio parere, la rivista ha una grafica eccellente, un layout dei primi Ikea Family (che io ancora colleziono) ed ha il non trascurabile vantaggio di essere g-r-a-t-i-s!

Ragazze, per poter andare avanti gratuitamente questi progetti hanno bisogno di visibilità e pubblicità, quindi andate su Facebook, cliccate "mi piace" e condividete!


Per fortuna, non sono capace e confesso nemmeno mi attirano il patchwork e il quilting, perché altrimenti avrei sofferto (per rimanere in tema Catullo: fieri sentio et excrucior) nel vedere l'enorme quantità di stoffine disponibili, pretagliate, pronte ed ammiccanti "comprami comprami".

Questa super esposizione mediatica è coerente in effetti con le diverse mostre di quilting presenti; io segnalo quella intitolata "Deux" della SAQA  e vorrei dire alla tizia che si è seduta a mangiare sotto un quadro e poi ha pensato bene di toccarlo: SEI UNA BESTIA!
Il tema di Deux sono le sfaccettature che ciascun artista coglie nel vedere un pezzetto di mondo, il catalogo completo di prezzi è disponibile al link sopra, mentre le mie due opere preferite in assoluto sono queste:

                                     If leaves could choose - Kibbee - SAQA Deux                                                   If leaves could choose - Kibbee - SAQA Deux

  Fountain - Frost by Larrea - SAQA Deux

Sono davvero strabilianti…

Mentre io giravo in fiera scattando foto inutili tipo questa


per mostrare l’incredibile ressa, oppure questa


per immortalare la 500 (vera) tricottata che avrà fotografato pure mi’ nonna, la Cicci era impegnata nella lezione di tessitura con telaio verticale a mano tenuta nell’Atelier Feltro e Tessitura da Patrizia Polese (dal momento che entro fine mese La Cicci sarà special guest, rimando i dettagli a tale data).

Insieme siamo poi andate a visitare la sezione occupata dalle scuole di ricamo, in cui sono stata felice di incontrare Maria Rita, dell’Associazione Il Filo che Conta: siccome è un progetto importante, dedicherò loro un post fornendo immagini ed indirizzi, dal momento che alcune delle socie tramandano l’antica arte del tombolo.

Non poteva mancare una visita in zona Burda… e questa è l’unica nota stonata: le riviste erano in vendita al prezzo scontato di 4,00 euro, però mancava Burdastyle di Novembre, in edicola da oggi ed ovviamente disponibile per l’editore già da qualche giorno.

 

Cara redazione Burdastyle, uno sforzo potevate pure farlo, eh!!
Vi saluto con alcune foto random, a presto!!

Lavori per i piccoli di DonnaRita

 Giornali da strapazzo

 Mega quilt (6 pannelli totali, circa 1,50 mt  x  1,50 mt ciascuno)

martedì 15 ottobre 2013

Meet the bloggers!


Giovedì 17 aprirà i battenti ABILMENTE, la fiera della creatività.

Io non abito esattamente dietro l'angolo, ma non potevo rinunciare all'opportunità... grazie anche alla collaborazione delle ragazze rivenditrici ufficiali Bernina, che hanno organizzato un pulman tutto pieno già da un paio di settimane.
La data è fissata: domenica 20 Ottobre si va a Vicenza!

 

Quante di voi parteciperanno? Ci organizziamo per un saluto, un caffè e quattro chiacchiere?

sabato 12 ottobre 2013

Named clothing

Navigando qua e là tra i vari siti che propongono cartamodelli in vendita mi sono imbattuta in NAMED.
Dietro questo "name" (ah ah che spiritosa) ci sono due sorelle finlandesi che hanno realizzato la propria collezione e messo in vendita i relativi cartamodelli.

Di solito evito questo genere di siti perchè l'idea di stampare 60 fogli pdf e poi ricomporli con colla e scotch mi fa venire i sudri freddi, però Named propone modelli interessanti, e due in particolare hanno attirato la mia attenzione:
l'abito "sopra" Drew

e l'abito Dakota

In generale, tutta la collezione mi è piaciuta molto, a cominciare dai colori; decido quindi di verificare la tabella della taglie, la vera nota dolente di questo tipo di siti; Deer and Doe, Salme, Colette e Blousette Rose propongono abiti interessanti, ma di solito è al momento di controllare la tabella delle taglie che il sogno ad occhi aperti finisce e vengo bruscamente riportata alla realtà.
C'è poco da fare: se le vostre misure si discostano di molto da quelle usate come base per i modelli, passate oltre, perchè sarete costrette a fare milioni di modifiche ed alterazioni... di solito è per questa ragione che preferisco fare da me i modelli, oppure usare quelli pronti ma di abiti con vestibilità larga.

Però stavolta ho avuto una graditissima sorpresa: le mie misure corrispondono perfettamente a quelle indicate dal sito! EVVIVA!! A questo punto non ci penso due volte, acquisto il modello dell'abito Dakota - quello verde - (difficoltà indicata: MEDIA) e al diavolo scotch e colla!

Vi aggiornerò sui progressi, come al solito ho molta carne al fuoco, ma per questo progetto devo inanzitutto scegliere la stoffa. Ho già una mezza idea: uno dei tre tagli che vedete sotto e che ho acquistato tramite il mio GASV... sapreste indovinare quale?


Infine, una graditissima sorpresa: solo per oggi e domani (12 e 13 Ottobre) tutti gli acquisti sul sito NAMED sono scontati del 10%: basta inserire il codice "OCTOBER"... penso proprio che ne approfitterò!!

venerdì 11 ottobre 2013

The ultimate challenge - 2 - Abiti da sposa

Continua l’appuntamento con “the ultimate challenge”, ossia quei progetti – sfida per sartine; abbiamo visto la lingerie, oggi ci occupiamo di abiti da sposa, venerdì 25 saremo on-line con le scarpe.

L’argomento wedding gown è caldissimo!
Il matrimonio sposta tanti e tali risorse che tra trasmissioni televisive, libri, forum etc ogni argomento è sviluppato a dovere, e l’abito della sposa la fa da padrone; ci hanno riempito la testa di considerazioni del tipo “la sposa è la principessa, la persona più importante, bla bla bla”, per cui cosa questa persona così importante indosserà è altrettanto importante.

Inizio quindi da un terreno a me familiare: le riviste con cartamodelli già pronti.
Burdastyle esce con abiti da sposa (più o meno complicati, ed in effetti più o meno da sposa) almeno una volta l’anno:
  

Ad esempio questo vestito ha un intereccio sul davanti E BASTA... e nello stesso numero (Marzo 2012) la redazione di Burdastyle lo propone (più corto) come normale abito da giorno:

Oppure questo: una tunica dritta con maniche corte impreziosita (si fa per dire) da una cintura alta


Un approccio un po’ più serio è quello di Vogue (che ha il pregio di avere anche una apposita sezione “vintage”

e di Marfy, anche se non riesco a capire la consistente differenza di prezzo dei cartamodelli dell’uno e dell’altro sito… tra l’altro Marfy non sempre propone foto, per cui bisogna lavorare un po’ di immaginazione.
 
Spesso, l’abito da sposa hand made altro non è (giustamente) che la versione bianco – avorio – panna – rosa cipria etc di un abito lungo, magari impreziosito da strass o altre applicazioni, ed ecco perché i giornali tipo Sposabella vanno a ruba: chi è un po’ pratico di modelleria è perfettamente in grado di capire come è stata disegnata la struttura dell’abito, tentando di rifarlo a propria immagine e somiglianza misura.

Cercate su google “i sew my wedding dress” e rimarrete stupiti dal numero dei risultati; al momento, non ho sentito la necessità di tentare l’opera, ma non escludo di affrontare questa sfida, che mi intriga e mi affascina.

Infine, segnalo due siti (entrambi in inglese) sul matrimonio Do-It-Yourself: DIY bride e A practical wedding; entrambi mi sembrano molto ricchi di spunti di ispirazioni, e credo che alla fine dei giochi sia questo quello che conta.

In conclusione: la “puntata” di oggi su The Ultimate Challenge è piuttosto breve, ma spero comunque di aver offerto una lettura piacevole e un po' di svago... e spero di leggere i commenti di chi ha esperienza di prima mano nella realizzazione di abiti da sposa.