martedì 22 dicembre 2015

The Aviator (blouse Kanerva by Named)

The Aviator blouse: see vabbè, mi piacerebbe…
Chiaramente, il titolo del post si riferisce alla fantasia del cottone piqué / picchè


usata per realizzare il modello “Kanerva” (tradotto dal finlandese “Erica”, nel senso botanico) di Named Clothing.
Il modello è un 2in1, ossia una t-shirt a vita alta con allacciatura sul dietro, oppure una blusa con un peplo e sempre allacciatura sul dietro.


Non avendo più 15 anni da quel dì, ho preferito la seconda variante, che copre la pancia e posso mettere senza troppe paturnie.
 


Ho acquistato la stoffa ad un ottimo prezzo (credo 5 euro per tutto) nel cestone delle occasioni, e fino alla fine sono stata in dubbio se tagliare la blusa, in quanto dovevo evitare i due pannelli con l’aereo d’antan (che presto finiranno su una Ri-Twenty bag…) ma soprattutto dovevo evitare il centro, perché il motivo di aereoplanini risultava “spezzato” (ecco spiegato il cesto delle occasioni!). alla fine per fortuna sono riuscita a farci stare il tutto.



Ancora una volta, sono molto soddisfatta della linea dei cartamodelli di Named Clothing e della vestibilità, tanto che sto già pensando di cucirmi un secondo top... vedremo.

mercoledì 16 dicembre 2015

Madama Butterfly - Lexi

Oggi parlerò di un argomento molto scottante: l’armadio delle stoffe.
Come molte, anche io dopo un po’ di attività e qualche momento di shopping idiota (vedere alla voce: “Mercato di Civitanova, bancarella del grossista di tessuti di Ancona:
IO: prendo un metro di questa, grazie
VENDITORE CHE SA IL FATTO SUO: ma ne sono rimasti solo duemetriemmezzo, dai ti faccio un buon prezzo
IO: Ok, prendo tutto!!
”)
mi ritrovo con una bella scorta di stoffe.

A volte non resta che usarle per tagliare le tele di prova, mescolando vari tessuti in una specie di arlecchino calicot, altre volte sono talmente piccole che le regalo direttamente alle animatrici del centro sociale per far fare i lavoretti ai ragazzi.
Altre volte, invece, sono sufficienti per cucire qualcosa di nuovo: è il caso del raso/satin blu che un paio di anni fa acquistai per fare una gonna per mia cognata.

Avevo proprio questo scampolo in mente quando, dopo la scorpacciata di cartamodelli Named acquistati ad Abilmente, ho deciso di concentrarmi sul modello LEXI, nella variante solo top;


il piazzamento del tessuto non è stato facile, perché il taglio di stoffa avanzato, come spesso succede, era irregolare, ma alla fine sono riuscita a farci stare tutti i pezzi rispettando il verso di taglio.


Ho indossato il top a teatro, lo scorso fine settimana (ho assistito alla rappresentazione della Madama Butterfly di Puccini) e le foto purtroppo risentono della luce… mi vergognavo troppo a scattarle nel foyer, quindi le ho fatte nel palco!


Ho fatto però qualche foto al capo non indossato, ed alla applicazione in pietre e strass che ho applicato sullo scollo per impreziosirlo.


domenica 13 dicembre 2015

The fabulous five + 2 regali di Natale

Mentre leggevo il Blog di Jen (per tenere a bada l’ansia della casa perfetta che non avrò mai – ah ah) mi ha molto colpito un post sugli attrezzi da lavoro.
Ovviamente, quelli di Jen sono del genere falegnameria DIY, quindi trapano, avvitatore etc, ma è stato comunque interessante scoprire la sua TOP 10… anche perché tutte le creative hanno i loro strumenti.

Oggi quindi vi presento i miei inseparabili, quelli di cui non potrei davvero fare a meno… ovviamente ne ho tanti altri, ma questi sono quelli specialissimi. Ed alla fine… ben due regali (anticipati) di Natale!!


Partendo dal fondo della classifica:
5) Marker e penna
Sono due cancellabili che uso per tracciare linee e segni che immediatamente riprendo con uno spillo oppure con il filo da imbastitura, visto che i segni spariscono immediatamente (nel caso del marker Prym) oppure dopo un passaggio con acqua fredda (penna).
Ho deciso che durante le vacanze di Natale farò qualche esperimento con i timbri su stoffa, quindi il marker sarà indispensabile anche per tracciare la griglia e stampare ad intervalli regolari.

4) Levapunti
La levapunti è uno strumento che tratto con il massimo rispetto ed un po’ di circospezione, perché è affilatissima, e bisogna stare molto attenti.
Però è indispensabile, non solo per aprire le asole, ma anche per disfare le cuciture venute male; perché, come mi hanno insegnato da piccola (e qui immaginate “Azzurro”:
Sembra quand'ero all'oratorio,
con tanto sole, tanti anni fa.
Quelle domeniche da solo
in un cortile, a passeggiar...
ora mi annoio più di allora,
neanche un prete per chiacchierar
...)
“il lavoro lo guardano tutti, il tempo non lo guarda nessuno”.

3) Tappeto + cutter
Avessi spazio, mi prendere il tappeto 100 x 150 cm. Invece il mio misura 60 x 45 cm, ed è di un leziosissimo colore rosa chewingum (bleah!!). Insieme al cutter (il mio è della clover) permette di effettuare tagli netti e precisi alla misura desiderata.
Da quando uso tappeto + cutter, ed ho iniziato a tracciare i cartamodelli includendo anche i margini di cucitura, lavoro più tranquilla e non perdo tempo prezioso per un’attività che detesto dal profondo del cuore: i punti lenti….
Il tappeto da taglio è auto-riparante, ma nulla dura in eterno, pertanto sfrutto al massimo entrambi i lati: taglio i cartamodelli e tutto quello “pre-misurato” dal lato che presenta la griglia con i pollici (misura “imperial”), mentre tutto quello che necessita di una misura precisa lo taglio dal lato centimetri (sistema metrico decimale), direttamente dalla stoffa, usando come riferimento per le misurazioni l’omnigrid + la griglia riportata sul tappeto.

2) Spilli
Bè, qui c’è poco da dire… gli spilli li conoscono tutti!!
Io li uso tantissimo, visto che il mio motto è “perché imbastire, quando posso usare gli spilli?
Stranamente, non uso puntaspilli, neppure quello da polso, ma preferisco rimettere gli spilli nelle loro scatoline.
Ed infine, il re incontrastato della classifica…

1) Il regolo Omnigrid!!
per chi non lo conoscesse ancora, si tratta di un regolo serigrafato con la scala in centimetri, che riporta anche le linee a 30°, 45° e 60° per poter tagliare ad angolo. Io ne ho ben 3: due misurano 15x30, mentre il terzo misura 15 x 60.
Lo vendono come strumento per il patchwork – quilting, ma io lo trovo straordinario, perché semplifica tantissimo le operazioni di squadratura del foglio (quando si disegnano ex novo i cartamodelli), taglio e disegno (anche direttamente sulla stoffa).
Inoltre, è perfetto anche quando bisogna ricavare, da un cartamodello esistente, una taglia non compresa tra quelle proposte.


Infine, una foto delle mie cartelline: le uso, insieme ai quadernoni ad anelli, per conservare i cartamodelli dei lavori effettuati, che piego ed infilo nei comuni fogli di plastica con i buchetti laterali.
Per fare ordine nel mare magnum, ho realizzato una specie di copertina che mi permette, a colpo d’occhio, di individuare tutti i dati essenziali del contenuto della foderina, ossia: modello (nome, design, disegno tecnico), stoffa usata, alterazioni / modifiche ed eventuali annotazioni.
Se vi piace, potete scaricarla a questo link (= regalo di Natale n. 1)


Ho inoltre composto una carta regalo a tema “Alice nel Paese delle Meraviglie”: potete scaricare il file qui stampare il file nel normale formato A4 e poi ingrandirlo in A3 con una normalissima fotocopiatrice; la carta regalo è in bianco e nero, come credo la maggior parte delle stampanti in uso, ed il bello è che per ravvivarla basta un semplice nastrino colorato!!
I disegni sono riproduzioni di alcune tra le mie preferite illustrazioni di Sir Jonh Tenniel:


Vi invito a dare un’occhiata qui per maggiori info e qui per i suoi lavori relativi ad Alice nel Paese delle Meraviglie.

lunedì 7 dicembre 2015

Canapaio XMAS Market... io c'ero!


Ieri ho avuto il grandissimo onore di partecipare al CANAPAIO XMAS MARKET… è stata una esperienza clamorosamente bella, e come accade in questi casi ancora non ho il distacco sufficiente per scrivere, descrivere, raccontare.
Però va bene così, perché voglio fare un post “di pancia”, in cui mostrare tutti i partecipanti e, se possibile, lasciarvi respirare l’aria che c’era ad Osimo.

A questo link trovate l'album con tutte le foto dell'evento: quelle in questo post sono prese dall'album de Il Canapaio.

Ed ecco i partecipanti, in rigoroso ordine alfabetico

1+1=7
https://www.facebook.com/unounosette/


ArchiCrochet
https://www.facebook.com/archicrochet/

Be positive clothing
https://www.facebook.com/Be-positive-clothing-609095532510146/

DezaYeppa
https://www.facebook.com/DezaYeppa/


EILISH creation
https://www.facebook.com/EILISHcreations/

Emafish
https://www.facebook.com/Emafish-441403829366006/


Fantasia d’Inchiostro
https://www.facebook.com/Fantasia-dInchiostro-143984312310117/


Illustrissimo Scoposki
https://www.facebook.com/illustrissimoscoposki/

La Bottega Delle Fandonie
https://www.facebook.com/la.bottega.delle.fandonie/


La Gallina Rosita
https://www.facebook.com/lagallinarositadiLucia.it/


Le Tipetappe
https://www.facebook.com/letipetappe/

My favourite Lullaby
https://www.facebook.com/Emafish-441403829366006/

Officina del Papillon
https://www.facebook.com/officinadelpapillon/

Poli
https://www.facebook.com/POLIrecycle/

Wombo the original
https://www.facebook.com/wombotheoriginal/

martedì 1 dicembre 2015

In maniche di camicia e braghe di tela di genova



Qualche settimana fa (qui) avevo accennato ad un generico “piano di cucito” e progetti vari.
Incredibilmente, ho realizzato un capo tra quelli che mi ero ripromessa di cucire!
Si tratta della camicia – suora laica ispirazione Max Mara, cioè questa


Anziché il denim, ho usato un cotone elasticizzato di media pesantezza… volevo qualcosa di “coprente” e robusto.


Il cartamodello l’ho ricavato dal modello n.115, uscito su BurdaStyle di Dicembre 2013, a cui ho apportato le seguenti varianti:
1- Ho aperto uno spacco laterale
2- Ho creato una curva sullo spacco laterale, ma solo sul davanti
3 - Ho accorciato il davanti di 10 cm ed il dietro di 5 cm
Queste tre modifiche mi hanno permesso di riprodurre uno dei dettagli che mi avevano colpito, lo spacco laterale asimmetrico


Per l’orlo, ho lasciato un margine di 1 cm e l’ho rifinito con una striscia di stoffa (tagliata non in sbieco).
Altre modifiche apportate al cartamodello BurdaStyle:
- Ho realizzato i polsini alti 6 cm (ossia 12, ripiegati nel mezzo)
- Ho accorciato le maniche di 13 cm, per creare un effetto sette ottavi
Ed ecco il risultato finale (con faccia anestetizzata dal freddo); non lasciatevi ingannare dal titolo del post, il denim è RTW, un paio di jeans comprati tanti anni fa!

mercoledì 25 novembre 2015

RT 15 - 13 Wanda

Concludiamo la produzione annuale di Ri-Twenty bags con il botto: vi presento WANDA.
E' una tracolla (non una shopper) in tessuto-non-tessuto nero, ravvivata da tocchi di arancio.


Potrete trovare WANDA, le altre Ri-Twenty bags, la lunch bag superstite, oltre ad altre folli cosine Domenica 6 Dicembre dalle 15 presso il CANAPAIO XMAS MARKET ... ebbene sì, quest'anno ci sarò anche io!!!!

lunedì 9 novembre 2015

Lunch bag à la Ri-Twenty

È da un po’ di tempo che non scrivo “seriamente” sul blog.
Certo, sono usciti i post delle nuove RiTwenty, ma quelli sono programmati e quasi in sincrono con la pagina Facebook. E vi ho anche raccontato della visita ad Abilmente e del corso di cucito, senza presentare però alcun progetto serio… anche questa volta, purtroppo, non faccio eccezione, ed il motivo di questa latitanza è presto detto: quest’anno il pupo ha iniziato la scuola materna.

Questo nuovo capitolo delle nostre vite ha portato ad orari pomeridiani diversi e bla bla bla, per farla breve non pranzo più con i miei, a casa loro, ma in ufficio alla scrivania

(PICCOLA PARENTESI DI LUTTO E MESTIZIA)

Devo ancora abituarmi alla nuova routine, e complice anche il tanto famigerato arrivo dell’autunno / inverno, ho pochissima energia.
Questa, perlomeno, è la scusa che accampo per aver impiegato tantissimo tempo per cucire una borsa porta pranzo, che sostituisse il sacchetto di carta usato fino a due minuti fa. Vergogna a me!!!
È un borsa senza pretese, realizzata in cotone con una fodera a contrasto sempre di cotone (per avere più robustezza).

 

Quando l’ho portata in ufficio, ho subito ricevuto un coro di commenti entusiastici, ed una serie di “oh, che bella, me la cuci?!?”.
Quindi, mi sono messa al lavoro ma per le lunch bag ordinate ho apportato una piccola variante: per la fodera interna ho scelto una stoffa plastificata, in modo che eventuali macchie possano essere eliminate con più facilità.

Da queste modifiche è nata una mini - collezione di 6 lunch bag... quattro delle quali già vendute!
Ecco le borse rimaste, tutte in vendita: basta scrivere a ri.twenty @  yahoo.  com (senza spazi).
Per maggiori dettagli e foto singole visitate la pagina facebook (a lato).

lunedì 2 novembre 2015

Fáilte Eilish!! (Benvenuta Alice!!)

Oggi special guest del blog è Alice, titolare della Eilish Creation e con-titolare del Canapaio.
Alice ha trasformato la sua passione per l’artigianato e la manualità in un lavoro vero e proprio (di quelli che ti fanno portare a casa lo stipendio a fine mese), combinando doti creative e manageriali.

 •    Come hai cominciato?
La mia passione per il mondo dell’artigianato, e in particolare per i gioielli e i metalli, è cominciata molto presto, diciamo dall’adolescenza: tutte le mie amiche compravano giornali come Cioè con i poster dei belloni del momento, e io invece compravo Creare e CasaMia. In quel periodo utilizzavo principalmente rame e perline e i risultati erano davvero deludenti (ma in quel momento mi sembravano bellissimi). Fino all’età di 24 anni per me creare gioielli è sempre stato un semplice hobby, complice anche il fatto di aver scelto un percorso di studi molto lontano dal mondo creativo (prima liceo scientifico e poi ingegneria). Poi ho trovato lavoro in un laboratorio di decorazione e restauro e da quell’esperienza ho capito che il mondo dell’artigianato e della creatività era la mia strada. Ho così ricominciato seriamente a creare gioielli, frequentando anche corsi per scoprire nuove tecniche, ed è nato così il brand “EILISH creations”.

Pagina facebook di Eilish Creation


•    Cosa ti affascina di più del processo creativo?
Ho sempre provato una grandissima soddisfazione e meraviglia nel vedere come si trasforma la materia prima, nel mio caso lastre e fili di metallo, e pian piano prende forma quell’idea balenata per caso nella mia testa.

•    Con quali materiali preferisci lavorare?
Come ha già accennato, io creo gioielli e dopo varie prove con tanti materiali diversi ho scelto i metalli. Li adoro nel vero senso della parola. Il fatto che esternamente appaiano così rigidi e difficili da lavorare mi ha sempre affascinato. E poi il martello aiuta a farsi i muscoli sulle braccia (a che serve la palestra?) Per ora utilizzo rame, ottone ed alluminio, ma presto comincerò a frequentare un corso da orefice e quindi introdurrò anche l’argento.

 Orecchie da elfo e porta boutonniere per un matrimonio con rito celtico

•    Hai dei progetti in corso?

Fra pochi mesi comincerò a frequentare una scuola per orefici. E’ il coronamento di un sogno per me, e questo mi permetterà di imparare nuove tecniche e affinare quelle che già conosco, così da poter offrire un prodotto sempre migliore.

 •    Quali sono le maggiori soddisfazioni nel realizzare un oggetto?
La soddisfazione più grande la provo nel momento in cui finisco un oggetto, soprattutto quando creo qualcosa di nuovo per la prima volta. Se il prodotto è come me lo ero immaginato allora mi sento davvero appagata e soddisfatta, diciamo che mi viene un sorrisone a 36 denti e in sottofondo mi canto la canzone “We are the Champion”

Prototipi

 •    Creare per te stessa o per altro destinatario ti procura un diverso grado di soddisfazione?
Quando creo qualcosa per gli altri, se sono clienti che ti chiedono un ordine personalizzato provo sempre l’ansia di “Ma sarà proprio così che lo voleva?!!”, ma quando poi ti fanno i complimenti per l’ottimo risultato, quelle sono le soddisfazioni più grandi. Creare per me mi rilassa, mi permette di sperimentare: è una soddisfazione diversa, diciamo quella che si prova quando ci si regala del tempo per se stesse.

•    C’è un progetto o un lavoro a cui sei particolarmente affezionata?
Sicuramente il progetto che mi ha regalato più soddisfazioni e a cui sono legata è la GattinoNecklace, una collana composta da sei faccine di gatto in ottone creata in collaborazione con Gaia Segattini (alias Vendetta Uncinetta). L’idea è nata a Gaia, che voleva creare un gioiello inspirandosi al suo logo (6 faccine di gatto appunto) e quando lo ha proposto a me sono stata felicissima. E’ nata una bellissima collaborazione, che mi ha dato davvero tante soddisfazioni: la collana è piaciuta tantissimo e, anche grazie alla popolarità di Gaia, ne abbiamo vendute tantissime.



 •    Quale consiglio daresti a chi vuole cominciare?
Diciamo che anch’io sono all’inizio e non mi sento di poter dare grandi consigli…. Ma dalla mia esperienza posso dirvi di non abbattervi alle prime difficoltà, come in tutte le cose che si fanno ci vuole un po' di tempo per ingranare, ma poi piano piano le soddisfazioni arrivano. E poi un consiglio un po' più materiale: oltre ad affinare sempre di più le tecniche manuali, per offrire prodotti sempre migliori, bisogna studiare bene anche i social (facebook, instagram, ecc…) che sono strumenti anch’essi fondamentali per i nuovi artigiani e per farsi conoscere, anzi forse gli unici in questo momento (a questo proposito vi consiglio un libro interessantissimo, “Semina come un Artista” di Austin Kleon, che dà ottimi spunti su come condividere e far conoscere il proprio lavoro online).

•    Come è avvenuta la trasformazione da hobby a lavoro?
Ho spiegato già un po' nella prima domanda come è avvenuta la trasformazione. Diciamo che studiando ingegneria creare gioielli era un hobby e un modo per guadagnare qualcosina vendendo i miei gioielli ad alcuni mercatini. Poi un giorno una mia amica, proprietaria di un laboratorio di decorazione e restauro, mi ha proposto di andare a lavorare da lei che aveva bisogno di un aiuto. Dopo pochi giorni ho capito che lavorare nel mondo dell’artigianato era quello che volevo, quello che realmente mi rendeva felice. E da li ho capito quello che volevo fare da “grande”.
              

 •    Com’è il tuo rapporto con i social media, e con il mondo della creatività on-line?
I social media sono fondamentali nel mondo artigianale in questo momento. Puoi anche creare degli oggetti bellissimi, ma se non sei online non potrai mai arrivare ad un numero di potenziali clienti tali da far decollare la tua attività. Danno veramente potenzialità enormi, ti permettono di essere trovato da clienti di tutto il mondo, che non si potrebbero raggiungere con i canali di vendita tradizionali. I social media sono però anche un’arma a doppio taglio, se sei online devi esserci per bene, nel senso che devi creare i contenuti giusti, devi pubblicare belle foto, devi essere attivo: avere una pagina facebook e scrivere post una volta al mese è controproducente, dà la sensazione di poca attenzione a quello che si fa e al cliente. Sicuramente all’inizio sarà dura e si impiegherà tanto tempo, ma poi piano paino si capisce la propria filosofia comunicativa e a quel punto tutto è più facile e veloce. Ci sono poi tanti blog e siti utilissimi che danno tanti consigli sui vari social e di come usarli al meglio (io vi consiglio di seguire il blog di francesca baldassarri e quello di Gioia Gottini, oltre ad iscrivervi alla newsletter di C+B.
 

Per quanto mi riguarda passo molto tempo on-line, dipende molto dai giorni e dal periodo, ma in generale la promozione occupa una bella fetta della mia giornata. Mi piace tantissimo Instagram, il social che uso di più: è molto comunicativo e diretto, perfetto per il mio brand. E poi mi ha dato la possibilità di incontrare altri crafter bravissimi, con i quali a volte è nata anche una bella amicizia virtuale, fonte di inspirazione, scambi di idee e anche di collaborazioni.


•    Ci racconti cosa è e cosa si fa al Canapaio?
L’associazione Il Canapaio nasce quasi 2 anni fa, a gennaio 2014. Tutto nasce da due grandi passioni: la mia, appunto, per le arti manuali e quella di mia madre per la cucina. E poi la fortuna di avere una casa in campagna con tanto spazio da sfruttare. Era da un po’ che ci girava in testa l’idea di intraprendere qualcosa insieme, per sfruttare queste passioni e metterci in gioco. Inoltre io avevo cominciato anche a tenere workshop in cui insegnavo tecniche base di oreficeria, per far capire che tutti possono creare qualcosa con le proprie mani, anche chi si definisce “negato”.
 

L’insieme di tutti questi fattori ci ha spinti a fondare l’associazione culturale “Il Canapaio”, ad Osimo, dove organizziamo laboratori, workshop e mercatini in cui i creativi locali e non insegnano la loro arte e mostrano il loro lavoro. Rispetto, però, alle tante altre realtà dove si organizzano laboratori, noi in più aggiungiamo il cibo: ogni workshop infatti termina con una cena tutti insieme o un aperitivo. Siamo convinti infatti che, oltre a ritornare a casa con un oggetto creato da noi, un obiettivo fondamentale di questi momenti creativi è quello di essere un punto di incontro tra persone diverse e sconosciute. E cosa c’è di meglio che sedersi tutti insieme a tavola con del buon cibo per conoscersi?



 

martedì 27 ottobre 2015

Di lavori autunnali, chiacchiere e sewing cafè

Mi sono iscritta ad un corso di cucito presso l’oratorio del mio paese.
In realtà, è più un sewing cafè: ci troviamo ogni martedì, ognuno porta il progetto a cui sta lavorando al momento e si cuce insieme; le più brave aiutano le neofite, e si discute di tecniche, modelli, moda e pettegolezzi… sono veramente contenta, mi serviva una valvola di sfogo e un po’ di contatto con la sewing community reale.

Il primo progetto che ho completato da quando ho iniziato con le ragazze è una vestaglia per il nano.
Quella dello scorso anno (eccola) oramai era diventata corta e piccola, per cui ho ripreso il cartamodello allargando ed allungando (soprattutto allungando, ben 12 cm!!) ed ecco la nuova vestaglia.


Il tessuto prescelto è un iper-pile (termine coniato da me), ossia pile all’esterno e pile all’interno: in pratica, uno scafandro!!


Come lo scorso anno, ho profilato il tutto con il nastro in sbieco, anche perché ripiegare per l’orlo sarebbe stato alquanto difficoltoso, ed ho previsto la chiusura con zip. Targhetta con nome personalizzato, e via, pronti ad affrontare anche il freddo più intenso.

giovedì 22 ottobre 2015

ABILMENTE... Le pagelle!!

 
Abilmente si è conclusa da pochi giorni, e dopo aver riorganizzato le idee e le foto, ed aver recuperato qualche ora di sonno, sono pronta a fare un resoconto dell’esperienza.
Per variare un po’ sul tema, e sulla falsariga di quanto avviene nel calcio, anche io farò delle “pagelle”.


MOSTRA "REDIRECTING THE ORDINARY": Voto 5
I lavori della mostra – concorso internazionale organizzata dalla SAQA (Studio Art Quilt Associates) sono sempre bellissimi, ma decisamente sotto tono rispetto a quello a cui eravamo abituate (vedere alla voce: mostra con i quilt giappi dello scorso anno). Anche la posizione, in un angolo del padiglione 7, di fronte al bar, non aiuta.




DAMSS GALLERY: Voto 9
Cervellotico, nuovo, minuzioso, spettacolare, creativo, incredibile, certosino. E le stelle stanno a guardare.






INSTALLAZIONI MURARIE QUILTING PADIGLIONE 7: Voto 2
Ma perché le avete messe dove sapevate di dover collocare anche i cestini dell’immondizia? La fiera è immensa, non dite che vi mancata lo spazio!!


ATELIER CROCHET, TRICOT e TESSITURA: Voto 7
Splendide come sempre le installazione dell’associazione “Sul Filo dell’Arte”, inclusa la stanza Mondrian, bella l’applique di Luisa De Santi Crochetdoll, inquietante la sedia Marilyn Monroe. Menzione d’onore al porco con le ali.


 
 


ESPOSIZIONI RANDOM: Voto 8
Girare per stand affollati, e scoprire spazi dedicati all’esibizione di opere eclettiche è sempre riposante. Tutto inutile (quindi) tutto bellissimo, e non sto scherzando.



 


IL VILLAGGIO DEL CUCITO: Voto 7
Ossia il mega stand allestito dalla Bernina. Straordinarie, pazienti e gentilissime Laura Di Cera e Paola Rebagliati, un vulcano Carmela Calà. Personale di vendita presente e gentile (e non sto facendo una marchetta, perché non devo comprare nulla, e non ho nemmeno una Bernina). MA io e la Cicci che non riusciamo a vincere nemmeno un premio tra quelli in palio, voto 2 :) Complimenti alle vincitrici

ATELIER MODA FAIDA TE E CARTAMODELLO: Voto 5
Questo atelier è uno dei due motivi per cui mi sparo 800 km e rimango sveglia per circa 24 ore: giusto per non fare pressioni né creare aspettative. Dunque… aver posizionato l’atelier davanti all’ingresso dei gruppi è stata una cazzata. Troppo dispersivo, la domenica sembrava il deserto dei tartari. Con alle spalle Burda Style, si poteva e doveva fare di più: ad esempio, i mini workshop dello scorso anno. MA, Voto 8 alle ragazze di Named, ed al mio bottino. PERCHE’ SI’



 

Ed alla fine... ABILMENTE
Il giudizio è sicuramente sufficiente, ma siamo lontani dai fasti dello scorso anno. Forse la domenica si sono stancati tutti di sorridere, forse la concorrenza delle nuove edizioni di Hobby Show, di Firenze e della fiera del Levante… non saprei. Resta comunque una bella manifestazione, e le ragazze che erano con me in pullman erano pienamente soddisfatte. Ci rivediamo l'anno prossimo!